mercoledì 13 dicembre 2017

bakeca annunci milano Carlo Pirzio Biroli. Ricordo-flash di un eroe “shqipëtar” nel LXX° anniversario del supremo sacrificio

www chat senza registrazione gratis Renzo Dalmazzo TiranaLa notizia dell’armistizio di Cassibile (disimpegno dell’Italia all’interno delle Forze dell’ASSE), resa nel tardo pomeriggio dell’8 settembre 1943, coglieva alla sprovvista le truppe italiane che avevano iniziato il ripiegamento dai Balcani, ma soprattutto i reparti che non erano interessati all’evacuazione, cioè quelli che presidiavano il confine orientale dell’Italia e quelli di stanza in Albania e Montenegro. I tedeschi, al contrario, non si lasciavano prendere di sorpresa dal cambiamento di fronte dell’Italia e dispiegavano subito le contromisure predisposte fin dall’indomani della caduta del Regime fascista (25 luglio) di Benito Mussolini, contromisure che prevedevano, tra l’altro, l’occupazione militare dei due Paesi balcanici e la proclamazione della loro indipendenza sotto la “protezione” della Germania nazional-socialista di Adolf Frankenberger (alias ……. “Hitler”!). All’alba del giorno 9 settembre le truppe tedesche penetravano in Albania dall’Epiro, dalla Macedonia e dalla Mitrovica, ed occupavano rapidamente la Bassa Albania, il Dibrano ed il Kosovo, mentre reparti di paracadutisti prendevano possesso dell’aeroporto di Tirana. Tra il 10 e l’11 veniva condotta a termine l’occupazione dell’intero Paese, rilevato “amichevolmente” dal presidio dei reparti italiani allo sbando. Il Comandante della IX Armata italiana di stanza in Albania, Generale Renzo Dalmazzo, benchè (secondo alcuni) di orientamento fascista e filotedesco, non accoglieva la proposta di passare nel campo germanico, e tuttavia accettava le condizioni di resa che consentiranno ai tedeschi di trasferire verso est e poi di internare la maggior parte dei militari italiani. Alcuni reparti, invece, si schierarono subito con i tedeschi: primi fra tutti, i Battaglioni di Camice Nere e la LXXII Legione dei Carabinieri. Per contro, circa 20.000 militari italiani passavano (o passeranno nelle prossime settimane) nel campo della Resistenza: alcuni per l’orientamento politico dei loro Comandanti, altri ancora (forse, la maggioranza) per reazione al comportamento irresponsabile del Governo di Pietro Badoglio (che li aveva lasciati alla mercè dei nemici vecchi e nuovi) oltre che per ripicca verso i tedeschi e la loro arroganza.

donne in cerca di uomini a bari Uno dei tanti militari italiani, che non esitarono un solo istante a sventolare con fierezza la bandiera dell’onore italico e ad immolarsi per la salvezza della Patria di Giorgio Kastriota Skanderbeg, si chiamava Carlo Pirzio Bìroli. Maggiore di Cavalleria, Capo di Stato Maggiore del Reggimento “CELERE” in Albania. Nato a Roma il 15 giugno 1909, era figlio di Alessandro (Generale di Corpo d’Armata e Governatore del Montenegro dal 1941 al 1943). Carlo frequentò l’Accademia militare di Modena uscendone Sottotenente di Cavalleria nel 1932. Entrò nel “GENOVA CAVALLERIA” e nel 1939 frequentò l’Istituto Superiore di Guerra. Nel settembre 1940 fu promosso Capitano e inviato in Albania dove si battè a lungo meritando, tra il febbraio e l’aprile 1941, una medaglia di bronzo al Valor Militare. Dopo l’armistizio rifiutò di consegnare le armi ai tedeschi e cadde in combattimento a Tirana il 13 settembre 1943. Fu insignito di medaglia d’oro al Valor Militare alla Memoria.

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21 ottobre 2013

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